Un Dolce di Zucca alla Persiana, Confini che Svaniscono e il Viaggio In Iran

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I. A Proposito di Casa e i Confini

Ho sempre delle emozioni contrastanti quando viaggio in Iran. Quando sto per partire, nel momento che sono appena arrivata, nel bel mezzo del viaggio e quando rientro a Roma, provo sempre dei sentimenti differenti e molto intensi. Nonostante gli anni che sono passati da quando ho lasciato il mio paese, —otto, per essere precisi— ogni volta fallisco al tentativo in vano di mantenere una sorta di neutralità. È quella parola semplicissima, con il suo suono accattivante che genera tutta questa confusione. Casa. Più passa il tempo, più sono convinta che ormai non posso più attribuire quella parola ad un posto fisico. Ma ad una sensazione sì, come ho detto anche tanto tempo fa.

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Credo fermamente che in futuro la nostra epoca sarà ricordata come l’era in qui i confini cominciarono a sparire. Quei confini non sono solo quelle linee immaginarie che decidono anche la quota della miseria e del benessere delle persone. I confini tra le nostre culture, le nostre vite, il nostro cibo stanno per svanire. E io sono cento percento al suo favore. Ogni volte che la gente sente le mie storie di cucinare e del supper club (presto ne parlerò di più!), solitamente la prima cosa che mi chiede è “fai la cucina iraniana o la cucina italiana?“. La mia risposta è sempre nessuno delle due. Da iraniana che da più di otto anni ormai vive in Italia, non posso mai etichettare la mia cucina come iraniana o italiana. Io sono stata contaminata – in miglior modo possibile – dalla cultura di un paese completamente diverso dal mio, che ha anche una delle migliore cucine del mondo. Ho ereditato anche una tradizione culinaria incredibilmente sofisticata e raffinata; Ed in mezzo, ho assaggiato il mondo! Ho conosciuto tante persone di vari paesi. “Chi se ne frega di quello è scritto sul tuo passaporto, o se ne hai uno o no. Mangiamo!”Mostrami quello che hai, lo vorrei provare tutto.

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In fondo, non siamo tanto diversi. E non solo per quanto riguarda il cibo (vi sorprendereste se sapeste quanto sono simili i gusti tra alcuni piatti persiani e italiani). Siamo tutti essere umani, alla fine dei conti le cose che ci fanno piacere o dispiacere sono le stesse. Da qualsiasi parte del mondo che veniamo, qualsiasi spezie che che usiamo nei nostri piatti, qualsiasi nome con cui si chiamo colui che preghiamo, ci fa piacere essere felici e al sicuro. Ci addolora sapere che la nostra famiglia possa essere in pericolo. Tutti aspiriamo a vivere una vita migliore. Vorreme mettere assiame dei pezzi della nostra vita per fare una prospettiva. Alcuni come me, sono molto più fortunati di altri. Io volevo attendere una conferenza per i food bloggers a Londra. Volevo imparare delle cose nuovo, in modo da migliorare questo blog, – e di consequenza migliorare anche la mia attività, e quindi anche la mia vita. Ma a causa di quelle linee immaginarie, i confini, non l’ho potuto fare. Nonostante il tempo, il denaro e l’energia che avevo speso per farlo accadere.

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Quelli che a differenza di noi, non hanno il privilegio di vivere in pace e sicurezza, spendono molto più tempo, soldi e energia, per provare ad aspirare a una vita migliore. Mettono le le loro proprio vite al rischio, solo per avere una mera possibilità. Possono determinare chi può e chi non può tentare ad aspirare ad una vita migliore, quelle linee immaginarie?

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II. Le stagioni cambiano, interrottamente. Allora facciamo un dolce di zucca.

La natura é l’esempio perfetto per dimostrare che quanto in realtà siamo simili, nonostante i nostri nomi e documenti. Tutti gli essere umani festeggiano i cambiamenti della natura. Li possiamo interpretare In modi diversi, secondo alla nostra località geografica e la nostra storia, ma in fondo stiamo parlando della stessa cosa. persian pumpkin dessert-12  

Con l’arrivo di ottobre ci siamo cominciati ad immergere pienamente in modalità autunnale. Le giornate si sono accorciate e il vento è più freddo. Le coperte sono tornate sui divani e le zuppe sui fornelli. È il tempo del ritorno della cannella, la noce moscata, i chiodi di garofano e il cacao. Ormai anche l’ultima raccolta dell’anno è conclusa e ci si prepara per la stagione fredda. La frutta secca è sempre presente; noci e nocciole. E ovviamente anche la zucca; una presenza gloriosamente arancione. La delica, la violina e tutte le altre variazioni.

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Nell’antica Iran, si celebrava Mehregan in questo periodo dell’anno; La festività del raccolto. Portavano tanta frutta di colore rosso e tanti legumi e si festeggiava in comunità. In questo periodo l’anno scorso ho avuto il piacere di unirmi ad un gruppo di food blogger iraniani per un round-up di ricette a tema di questa festività persiana. L’anno scorso, ho postato la ricetta per un perfetto incontro tra la cucina italiana e la cucina persiana, il risotto con le lenticchie. Quest’anno vi do una ricetta che è così semplice che può appartenere a qualsiasi posto. Nella versione inglese di questo post potete trovare l’elenco degli altri blogger iraniani che hanno condiviso le loro ricette persiane autunnali.

Mia mamma preparava questo dolce di zucca quando io andavo a scuola, —perch’è così semplice e sano che non conta come un raro sfizio. (E io lo odiavo! Perché sostanzialmente quando andavo a scuola odiavo tutte le verdure.) Continue reading

Mehregan e il Risotto con le Lenticchie alla Persiana

The recipe of Persian lentils risotto | la ricetta del risotto persiano con le lenticche | عدس پلو به شکل ریزتو ایتالیایی È finalmente arrivato l’autunno. Fino a pochi giorni fa qui a Roma si poteva ancora fare il bagno al mare e le temperature erano ancora estiva, ma eravamo già da tempo circondati dai sapori autunnali; le grandi mele verdi e croccanti che sono leggermente aspre, sono le mie mele preferite. Le pere,  le zucche e i mandarini sono apparsi da un bel po’ nei mercati. L’aria sa di autunno nonostante il caldo. L’aria sa di tornare a scuola.

In Iran noi torniamo a scuola precisamente nel primo giorno dell’autunno, che sarebbe l’esatto giorno di equinozio di settembre. Siamo molto “di stagione” come popolo. L’intero nostro calendario è basato sul cambiamento delle stagioni. Il nostro capodanno è il 21 marzo, quando comincia la primavera. Si chiama Norouz, ed è la festa persiana più importante. Quindi è del tutto naturale che i nostri ricordi nostalgici della nostra infanzia ci ritornino semplicemente quando la natura subisce i suoi cambiamenti normali. Il sapori e profumi che noi ricordiamo sono quelli che la natura ci ha fornito nel periodo delle nostre feste.

The recipe of Persian lentils risotto | la ricetta del risotto persiano con le lenticche | عدس پلو به شکل ریزتو ایتالیایی

Gli iraniani dai tempi antichi hanno festeggiato l’inizio e la fine delle stagioni. La maggior parte di queste feste sono fermamente legate all’agricultura visto che la sua esistenza è basata sui cambiamenti della natura.

All’inizio di primavera noi festeggia(m)mo Mehregan. Onestamente devo dire che purtroppo non ho mai festeggiato Mehregan con la mia famiglia e non l’ho nemmeno vista festeggiare da altre persone. Per me è solo un nome che ho sentito. So che è stata una delle feste persiane più grandi, (importante quanto Norouz o addirittura di più, dicono alcuni) che ha delle radici mitologiche e religiose che arrivano da migliaia di anni fa. Se vi intriga la mitologia,  le feste e tradizioni antiche sono sicura che potete trovare tanti fatti interessantissimi sulla storia di questa festività, per esempio come è legata al Mitraismo.

Sono sincera con voi un’altra volta; Io non avrei pensato mai a Mehregan come un’occasione per sviluppare una ricetta. Io avrei fatto qualcosa con la semplice e noisa zucca qua, zucca là! (Sono una fanatica di vari tipi di zucca, butternut squash, kabocha, tutte.) Per fortuna però, sono venuta a conoscenza di una comunità bellissima dei food blogger Iraniani. È stata una piacevole sorpresa e una gioia immensa conoscere queste persone e scoprire il loro lavoro stupendo.

Così è nata l’idea fantastica di creare un round-up, una specie di festa virtuale per Mehregan, per cui ognuno di noi ha creato una ricetta autunnale ispirata alla cucina persiana. La data originale dei post era il 9 ottobre e i post sono stati scritti in inglese. Potete trovare l’elenco completo delle ricette degli altri blogger in fondo del post originale in inglese.The recipe of Persian lentils risotto | la ricetta del risotto persiano con le lenticche | عدس پلو به شکل ریزتو ایتالیاییHo scelto di condividere con voi la ricetta di un risotto con le lenticchie alla persiana. Mi sono ispirata ad un piatto classico iraniano che si chiama Adas-polo, che significa il riso con le lenticchie. (Mi piacciono tutte le cose fusion se non c’avete ancora fatto caso!) E naturalmente senza glutine e questa versione non solo è vegetariana ma potrebbe diventare addirittura vegana con piccolo ritocco.

L’idea originale di questa ricetta mi è venuta quando volevo creare un primo piatto per un contest di cucina del ristorante romano Porto Fluviale. Loro organizzano questi contest all’inizio dell’estate e dell’inverno per scegliere un nuovo piatto per il loro menu. Ho partecipato per la prima volta ad aprile con un secondo piatto di salmone con i piselli finissimi e gli asparagi. Sono arrivata seconda solo perché gli asparagi freschi si trovano solo per pochi mesi e non per il resto dell’estate.

Questo 14 ottobre, dopo aver superato la scelta dei piatti su Instagram, ci sono ritornata per fare questa ricetta. E sono arrivata seconda, di nuovo. Uffa. A quanto pare nonostante essere buonissimo, questo risotto richiede troppo tempo e attenzione per essere cucinato in grande locale ed è un po’ etnico per il loro stile da trattoria. Da noi si dice affinché non è 3, non c’è gioco! Potete vedere qualche foto di me e altri concorrenti che cuciniamo sulla pagina facebook di Lab Noon.

The recipe of Persian lentils risotto | la ricetta del risotto persiano con le lenticche | عدس پلو به شکل ریزتو ایتالیاییComunque, ritornando a noi, vi devo dire che un buon Polò (il Pilaf in persiano) è tutto quello che il buon risotto non dovrebbe essere e vice versa. Il riso alla persiana è del tipo Basmati (o tipologie simile), che profuma magnificamente e ha delle belle chicche lunghe che ognuno è nettamente separata all’altra. Le chicche non devono rompersi e il riso non dovrebbe essere appiccicoso. Tutto ciò dopo essere cotto due volte (lessato e poi cotto al vapore). Questo è il motivo per cui noi laviamo il riso un paio di volto prima di cuocerlo. Così facendo eliminiamo l’amido in eccesso. Se tutto questo vi confonde potete guardare un video (in inglese) che ho fatto l’anno scorso (molto prima di Lab Noon) in cui spiego meglio la cottura del riso alla persiana.

Ora dovete immaginare per chi è cresciuto con questo tipo di riso che sciocco sarebbe confrontare per la prima volta un denso, cremoso risotto fatto con lo champagne e il formaggio. Ci vuole un po di tempo per abituarsi al risotto, per comprenderlo e di conseguenza amarlo. Continue reading