Pranzi in Contenitore per l’Ufficio e due Ricette di “Sirocco” di Sabrina Ghayour

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Nota: Le foto di questo post sono state scattate da Latteria Studio a Roma, un posto meraviglioso nel cuore di Trastevere dedicato alla fotografia e styling di food, che fa eventi, cene e workshop con gli appassionati di cucina e condivisione. Curato dalla meravigliosa Alice Adams.

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1. A Un Batter d’Occhio… 

Ma davvero é già arrivata l’estate? Dove sono volati via marzo, aprile e maggio? Quando sono sparite via dal mercato le ultime arance e come é possibile che ci siano già le ciliegie, le albicocche, i meloni e le pesche da per tutto? Quando il sole é salito così alto nel cielo a tal punto di baciare la nostra pelle abbastanza forte che siamo già abbronzati?

Si può dire che mi sono un po’ lasciata dietro il tempo ha corso velocemente ultimamente. Sento che oltre agli ultimi sono cambiate molto più cose oltre alla casa, il lavoro e la mia situazione sentimentale. (Anche se questi da solo conterebbero come una via cambiata!)

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Purtroppo non cucino tantissimo in questo periodo. Pranzo quasi sempre in ufficio e la sera, molto spesso faccio aperitivi o cene fuori. Non è la mia situazione ideale alimentare ma sto imparando a gestirlo. Di solito i miei pranzi – super semplici e salutari- comprendono una parte di carboidrati buoni e ricchi cereali (farro integrale, orzo e avena integrale, riso integrale, quinoa, miglio, grano saraceno ecc) alcuni come quinoa sono anche molto ricco di proteine. Poi c’è una parte di verdura di stagione, che questi giorni sono gli asparagi appena scottati, piselli freschi, le fave, i carciofini etc. L’altra parte è l’insalata; vari tipi, rucola, iceberg, la lattuga romana,  spinacini freschi ecc. A questo punto serve qualcosa per condimento. Di solito vado sul classico l’olio e limone, e un po di sale marino integrale. A volto uso i sotto aceti o sotto oli come i pomodori secchi sotto olio per dare un po più di zing al piatto.

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In questi ultimi mesi, faccio la spesa (quando possibile dal coloratissimo mercato sotto l’ufficio) e cucina nell’ottica di prepare pranzi settimanali. Perciò spendo una grande parte delle mie domeniche nel “batch cooking“, ovvero cucinare in grande quantità per tutta la settimana. Preparo due tipi dei cereali lessi (farro, orzo, riso venere, etc), due o tre tipi di verdure di stagione, uno o due tipi di legumi, e con una manciata di frutta secca e semi creo varie combinazioni dentro un contenitore faccio un pranzo ricco di sapori, colori che copre anche la maggior parte dei miei fabbisogni giornalieri. 

2. Piatti da Leggere e lo Sirocco

Nella mancanza del tempo per cucinare in questo periodo, sono più attratta dalla letteratura di cucina. Dal progettista editoriale e amante della cucina, ho una passione folle per i bei libri di cucina. Sempre negli ultimi mesi sono usciti tanti libri favolosi di cucina dai miei autori preferiti, di cui (finora) me ne sono regalati due. Di uno parlerò nel prossimo post. Mentre ora vi vorrei parlare di Sirocco, di Sabrina Ghayour. La Persiana di Sabrina, portò una tempesta nel mondo food dell’ovest di Europa un paio di anni fa. Iraniana anche lei di origine, nella sua cucina ispirata al medio oriente, ha portato il tocco magico della semplificazione e accessibilità, togliendo quella nuvola di una cucina esotica, super-speziata e troppo diversa dai piatti occidentali.  Continue reading

Un Dolce di Zucca alla Persiana, Confini che Svaniscono e il Viaggio In Iran

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I. A Proposito di Casa e i Confini

Ho sempre delle emozioni contrastanti quando viaggio in Iran. Quando sto per partire, nel momento che sono appena arrivata, nel bel mezzo del viaggio e quando rientro a Roma, provo sempre dei sentimenti differenti e molto intensi. Nonostante gli anni che sono passati da quando ho lasciato il mio paese, —otto, per essere precisi— ogni volta fallisco al tentativo in vano di mantenere una sorta di neutralità. È quella parola semplicissima, con il suo suono accattivante che genera tutta questa confusione. Casa. Più passa il tempo, più sono convinta che ormai non posso più attribuire quella parola ad un posto fisico. Ma ad una sensazione sì, come ho detto anche tanto tempo fa.

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Credo fermamente che in futuro la nostra epoca sarà ricordata come l’era in qui i confini cominciarono a sparire. Quei confini non sono solo quelle linee immaginarie che decidono anche la quota della miseria e del benessere delle persone. I confini tra le nostre culture, le nostre vite, il nostro cibo stanno per svanire. E io sono cento percento al suo favore. Ogni volte che la gente sente le mie storie di cucinare e del supper club (presto ne parlerò di più!), solitamente la prima cosa che mi chiede è “fai la cucina iraniana o la cucina italiana?“. La mia risposta è sempre nessuno delle due. Da iraniana che da più di otto anni ormai vive in Italia, non posso mai etichettare la mia cucina come iraniana o italiana. Io sono stata contaminata – in miglior modo possibile – dalla cultura di un paese completamente diverso dal mio, che ha anche una delle migliore cucine del mondo. Ho ereditato anche una tradizione culinaria incredibilmente sofisticata e raffinata; Ed in mezzo, ho assaggiato il mondo! Ho conosciuto tante persone di vari paesi. “Chi se ne frega di quello è scritto sul tuo passaporto, o se ne hai uno o no. Mangiamo!”Mostrami quello che hai, lo vorrei provare tutto.

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In fondo, non siamo tanto diversi. E non solo per quanto riguarda il cibo (vi sorprendereste se sapeste quanto sono simili i gusti tra alcuni piatti persiani e italiani). Siamo tutti essere umani, alla fine dei conti le cose che ci fanno piacere o dispiacere sono le stesse. Da qualsiasi parte del mondo che veniamo, qualsiasi spezie che che usiamo nei nostri piatti, qualsiasi nome con cui si chiamo colui che preghiamo, ci fa piacere essere felici e al sicuro. Ci addolora sapere che la nostra famiglia possa essere in pericolo. Tutti aspiriamo a vivere una vita migliore. Vorreme mettere assiame dei pezzi della nostra vita per fare una prospettiva. Alcuni come me, sono molto più fortunati di altri. Io volevo attendere una conferenza per i food bloggers a Londra. Volevo imparare delle cose nuovo, in modo da migliorare questo blog, – e di consequenza migliorare anche la mia attività, e quindi anche la mia vita. Ma a causa di quelle linee immaginarie, i confini, non l’ho potuto fare. Nonostante il tempo, il denaro e l’energia che avevo speso per farlo accadere.

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Quelli che a differenza di noi, non hanno il privilegio di vivere in pace e sicurezza, spendono molto più tempo, soldi e energia, per provare ad aspirare a una vita migliore. Mettono le le loro proprio vite al rischio, solo per avere una mera possibilità. Possono determinare chi può e chi non può tentare ad aspirare ad una vita migliore, quelle linee immaginarie?

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II. Le stagioni cambiano, interrottamente. Allora facciamo un dolce di zucca.

La natura é l’esempio perfetto per dimostrare che quanto in realtà siamo simili, nonostante i nostri nomi e documenti. Tutti gli essere umani festeggiano i cambiamenti della natura. Li possiamo interpretare In modi diversi, secondo alla nostra località geografica e la nostra storia, ma in fondo stiamo parlando della stessa cosa. persian pumpkin dessert-12  

Con l’arrivo di ottobre ci siamo cominciati ad immergere pienamente in modalità autunnale. Le giornate si sono accorciate e il vento è più freddo. Le coperte sono tornate sui divani e le zuppe sui fornelli. È il tempo del ritorno della cannella, la noce moscata, i chiodi di garofano e il cacao. Ormai anche l’ultima raccolta dell’anno è conclusa e ci si prepara per la stagione fredda. La frutta secca è sempre presente; noci e nocciole. E ovviamente anche la zucca; una presenza gloriosamente arancione. La delica, la violina e tutte le altre variazioni.

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Nell’antica Iran, si celebrava Mehregan in questo periodo dell’anno; La festività del raccolto. Portavano tanta frutta di colore rosso e tanti legumi e si festeggiava in comunità. In questo periodo l’anno scorso ho avuto il piacere di unirmi ad un gruppo di food blogger iraniani per un round-up di ricette a tema di questa festività persiana. L’anno scorso, ho postato la ricetta per un perfetto incontro tra la cucina italiana e la cucina persiana, il risotto con le lenticchie. Quest’anno vi do una ricetta che è così semplice che può appartenere a qualsiasi posto. Nella versione inglese di questo post potete trovare l’elenco degli altri blogger iraniani che hanno condiviso le loro ricette persiane autunnali.

Mia mamma preparava questo dolce di zucca quando io andavo a scuola, —perch’è così semplice e sano che non conta come un raro sfizio. (E io lo odiavo! Perché sostanzialmente quando andavo a scuola odiavo tutte le verdure.) Continue reading

Colazione alla Fine dell’Inverno e la Ricetta di Kheer, un Porridge Dolce di Riso (Firni)

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Persian Kheer Recipe (Firni) | Budino Dolce di Riso (Kheer) alla Persiana | Lab Noon
La sveglia suona alle 5.30. La spengo subito prima che svegli anche lui. Guardo il telefono e scorro il pollice su e giù sullo schermo per far abiurate i miei occhi mezzo aperti alla luce. Mi siedo, è ancora buoi come lo era quando sono andata al letto meno di 5 ore fa. Piano piano cerco il mio poncho di lana e preparo il mio corpo pesante a trascinarsi fino al bagno. Quando finalmente trovo il coraggio di buttare un po d’acqua tiepida nella faccia, sono già passati una ventina di minuti. Capisco che ho attraversato la fase dello zombie quando accendo il computer grande e apro Spotify. Cerco la mia playlist preferita per il mattino prestissimo, “Sounds of Nature” e metto in play una “forest sounds“. E prego che le pubblicità non comincino subito. 

Missione: Colazione.

Accendo la macchinetta del caffè e penso a cosa preparare per la colazione. Il mio solito routine alterna tra porridge di avena e qualcosa con un uovo biologico. Solitamente è un semplice French toast che faccio con il mio pane fatto a casa con il lievito madre, usando le farine integrali del segalo o il farro. Quando non c’è il pane faccio una specie di pancake con l’avena (Adoro mangiare l’avena per la colazione). Mi distrae la vibrazione del telefonino. L’app del To-do list mi dice che devo preparare dei file per l’evento speciale del Maxxi  per Norouz. “Sì, lo so, lo so.” mugolo tra me e me e apro la lista, ch’è sincronizzata con un’altra app del calendario, che nella sua volta è sincronizzata con le app delle note e l’iCal.

È una cosa immensa, a dire il vero. Una lunga lista di progetti che devo finire, lavori che devo terminare, ricerche, incontri, etc. La maggior parte hanno da fare con il mio progetto della tesi finale che svolgerà a fine marzo. Finalmente si è conclusa la mia lunghissima carriera universitaria (una bachelore, una laurea triennale e questo biennio specialistico) all’Accademia di Belle Arti di Roma in Grafica e Fotografia. il progetto mi è molto vicino al cuore, perché ho l’opportunità di mischiare la mia passione per il cibo e la fotografia con il mio amore per la grafica e il design editoriale. Posso finalmente svelarvi su cosa sto lavorando; Sto creando un cookbook! Un’unica, singola copia con le mie foto e ricette (che o sono già state postate qui o lo saranno a breve). Credo che sia un sogno per un foodie designer di creare il suo proprio cookbook. E poi, solletica quel sogno non-molto-segreto di essere pubblicata un giorno che appartiene ad ogni food blogger. Insomma, lo potete immaginare; È un periodo di tanto duro lavoro e quasi nessun riposo.

Persian Kheer Recipe (Firni) | Budino Dolce di Riso (Kheer) alla Persiana | Lab Noon

Allora decido che vorrei qualcosa diverso dalla mia solita colazione con l’avena. Qualcosa di speciale, confortevole e dolce. Dopo tutto, la mia colazione di buon’ora è l’unico momento della giornata che posso dedicare completamente a me stessa. Gustando il silenzio, prendendo il mio tempo, ascoltando il cip cip che arriva dalle casse, sorseggiando il mio caffè e preparandomi mentalmente per la lunga giornata del lavoro. Così opto per un confortevole classico. Firni (o Fereni) è un porridge dolce di riso che mia madre mi preparava o le venerdì mattina (il weekend in Iran) o quando avevo mal di gola. È la sorella gemella di Kheer, il famoso porridge dolce di riso Indiano. In realtà questo tipo di porridge/budino sono piuttosto comuni nei vari paesi della regione, particolarmente nell’Asia centrale. Ho anche scoperto che esiste nell’Afghanistan e Pakistan lo stesso piatto con lo stesso nome. 

Firni, Calore aromatico e vellutato in una ciotola 

Ora che ho le idee chiare, con passo svelto mi avvicino alla dispensa e prendo la farina di riso. Un paio di baccelli di cardamomo, e l’ingrediente più significativo, l’acqua di rosa. Questa combinazione è l’essenza della mia infanzia. L’acqua di rosa è il profumo del medio oriente catturato in una bottiglia. Si deve usarla in piccole dosi, come una potente pozione, o si rovina il piatto con troppa aroma. Come troppa pozione rovinerebbe la magia. Un cucchiaino basta e avanza per due porzioni. 

Persian Kheer Recipe (Firni) | Budino Dolce di Riso (Kheer) alla Persiana | Lab Noon
Persian Kheer Recipe (Firni) | Budino Dolce di Riso (Kheer) alla Persiana | Lab Noon

Faccio sciogliere la farina di riso in un po d’acqua, riscaldo il latte con i baccelli del cardamomo e poi mischio tutto. Continuo a girare mentre guardo fuori dalla finestra, dove si vedono i primi raggi di sole da dietro i palazzi. Perdo quasi il senso del tempo, come stessi meditando. So che è pronto quando sento che il liquido si è addensato. Poi mi siedo davanti al mio caldo Firni, bianco come il marmo, morbido e liscio come la seta, con il profumo di un giardino delle rose nelle primavera. Tengo la ciotola con entrambe le mani per riscaldarmi. Con ogni cucchiaiata il suo calore vellutato avvolge la mia bocca e sento il suo sentiero che scivola giù e mi riscalda fino allo stomaco. 

La luce è ancora grigiastra ma ora sono pienamente sveglia e fresca come le rose. Nonostante la mattinata buia e fredda, so che l’inverno è finito. La nuova stagione è alle porte. Sorrido e mi sussurro… Buon giorno! Continue reading