Benvenuti a Lab Noon, il Blog di Saghar Setareh.

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About Lab Noon

 Ciao! Mi chiamo Saghar e sono di Teheran, Iran e scrivo questo pezzo in un pomeriggio di sole a Roma, dove vivo dal 2007. Quando avevo sette anni da grande volevo fare la maestra. Quando ne avevo tredici, ho deciso che da grande volevo fare la disegnatrice per la Disney. Disegnare era un’abitudine quotidiana in quei giorni. Dopo la scuola, quasi per caso cominciai a studiare Grafica all’università e, paradossalmente, da quel momento diventai sempre più confusa su cosa volevo fare da grande. Mi allontanai sempre di più dal mondo dell’animazione e mi interessai sempre di più dell’estetica e il design in generale. In quel momento, come quasi tutti i ventenni, sognavo di poter radicalmente cambiare il mondo. Quello era il periodo in cui volevo fare tutto, dalla conceptual artist all’interprete, dalla saccopelista alla scrittrice. Poi sono immigrata, e la mia vita è cambiata per sempre, come succede a chiunque lo fa.

Non avevo nessuna storia d’amore con l’Italia precedentemente, al contrario di tante altre persone in Iran. È successo un pò per caso. Ancora un’altra volta. Ho deciso di continuare i miei studi in grafica all’Accademia di Belle Arti di Roma semplicemente perché è situata nella Capitale. Ma quando ho visto la città per la prima volta me ne sono subito innamorata, e questa storia d’amore ancora va avanti.

 Affermerei l’ovvio se dicessi che immigrazione non è mai facile. È difficile mantenere un sano equilibrio tra desiderare i sapori familiari e gli odori di casa e l’euforia di un mondo tutto nuovo da scoprire. Ma esiste un punto nella vita in cui bisogna prendere una decisione perché non si può essere fisicamente presenti contemporaneamente in più di un posto; restare o tornare. Non c’è un meglio o peggio. Si tratta solo di scegliere un posto per farcene una casa. Per me questo è avvenuto quando scrivevo la mia tesi, chiamata “Il Racconto di Due Città”. Ho scritto di Teheran e di Roma. Una di queste città vive dentro di me, e dentro l’altra vivo io; eppure entrambe sono sempre con me. Una ha un guscio scuro e duro che protegge la sofisticata bellezza interna, l’altra ti inonda con la sua strabiliante bellezza già alla prima vista. Sono l’introversa e l’estroversa, sono l’Est e l’Ovest. Entrambe sono ricche di cultura e storia antica. Teheran e Roma. Una è il mio passato e l’altra è il mio presente e comunque vada, saranno entrambe il mio futuro. Una fiorisce mentre l’altra perisce e si fondono una nell’altra in sequenza proprio come il giorno si trasforma nella notte e nella notte si fa l’alba. E in questa unione mistica è concepito il più sacro dei posti: la casa.

Lab Noon parla di questo: Sentirsi a casa. Non solo fisicamente o geograficamente. È uno stato d’animo. È quel profumo che si sente dal forno che ti fa venire l’acquolina in bocca. È il sole caldo che ti inonda il corpo quando ti addormenti sul divano nel pomeriggio. È il suono dello strappare della carta intorno a un regalo fatto a mano. È il sentimento effervescente del lavorare l’impasto, la sacralità del grano e il suo matrimonio beato con l’acqua. Così semplice, così essenziale, come un antico cibo: Il pane.*

Il nostro “pane” fa quello che noi siamo. In altre parole, già conosciute, noi siamo quello che mangiamo. Il nostro corpo è la casa primaria di tutti, ovunque. La nostra pelle è il primo posto dove ci dobbiamo sentire bene. Il nostro corpo ci segna nel presente. L’idea di sentirsi a casa nel proprio corpo viene dalla consapevolezza e conoscenza di ciò che gli mettiamo dentro. Non si tratta solo del sontuoso e del delizioso, ma nemmeno solo di contare le calorie e sgranocchiare solo carote e sedano. Si tratta di cura e attenzione. È la sensibilità per la giusta dose di burro nella pasta sfoglia e la rigenerante leggerezza di un’insalata salutare per pranzo. E naturalmente, è la responsabilità di voler sapere come e dove il nostro cibo viene prodotto.

About Lab NoonIo non sono una guru dello stile di vita salutista. Non sono nemmeno un’esperta di cucina e nutrizione. Ma la vita mi ha insegnato che il prezzo della trascuratezza sul cibo potrebbe essere alto, e non solo per il fisico ma anche per l’anima. È per questo motivo che quando veramente non avevo idea di cosa volevo fare da grande ho cominciato a cucinare. Ed è venuto fuori che sono abbastanza brava a farlo. Non è perché ho un talento straordinario, o perché ho frequentato dei corsi professionali costosi. Cucinare è una semplice e antica arte che non solo tutti potenzialmente sarebbero capaci di praticare, ma è anche una necessaria abilità di vita. Quindi se la posso fare io, tutti lo possono fare.

 Lab Noon è il mio laboratorio. Non è (solo) un food blog. Qui io creo, costruisco, sperimento. Dalla cucina naturale e stagionale a grafica e illustrazioni, dalla fotografia alle piccole fai da te. E condivido tutto con voi.

Contattatemi pure! Sono disponibile a collaborare in:

Fotografia; più specificamente nel campo culinario e per l’editoria e motivi pubblicitari.

Graphic Design & Branding; in particolare per le piccole e media attività nel settore del food.

Comparire  di persona, progetti multimediali etc.

Per contattarmi potete mandarmi una mail a saghar[chiocciola]labnoon[punto]com e seguirmi su Facebook, TwitterInstagram e Google+.

 Potete anche visualizzare il mio portfolio creativo su Behance e il mio CV su Linkedin. Siamo “social” e non solo davanti ai dispositivi digitali. Scrivetemi, rimanete in contatto e facciamo delle comunità reali.

Saghar Setareh 

* Noon in persiano significa pane.

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